Aimo Diana:”Responsabilità che ho colto al volo, a me il compito di trovare la chiave”

Conferenza stampa di presentazione di Aimo Diana nuovo tecnico della Sicula Leonzio, quinto allenatore della proprietà Giuseppe Leonardi.
A parlare per primo il Presidente Giuseppe Leonardi: “Io devo innanzitutto ringraziare mister Rigoli e tutto il suo staff per il lavoro svolto. E’ doveroso, non è una frase di circostanza ma è la verità. Nel calcio non è mai bello cambiare un allenatore però dobbiamo cercare di invertire la rotta. Siamo convinti che, con positività e con questo nuovo avvento, possiamo dare una scossa a tutto l’ambiente perchè serve far capire che siamo arrabbiati e abbiamo la voglia di tenerci stretta questa serie C. La Leonzio ha sudato sul campo questa serie C, non ha mai fatto un ripescaggio a confronto di altre società che hanno fatto richiesta anche in serie D o nei campionati minori. In 4 anni abbiamo fatto cose importanti” conclude il Presidente Leonardi che dà la parola al D. S. Davide Mignemi sulla stessa linea di pensiero.

Non posso fare altro che accodarmi a quello che ha detto il Presidente su mister Rigoli che è una persona con cui abbiamo condiviso l’inizio di questo progetto che purtroppo non ha dato i frutti sperati. A lui dobbiamo solamente un grande ringraziamento per la grande professionalità che ha messo. Da martedì si è voltato pagina. Vi posso dire che mi ha colpito tantissimo la forte motivazione che l’ ha spinto ad accettare la nostra panchina ma  soprattutto i concetti, che ha di calcio e tattici, che sposano appieno quelli che sono i nostri progetti e le nostre intenzioni” conclude il Diesse bianconero. 

Aimo Diana introduce la propria presentazione mostrandosi orgoglioso e pronto alla nuova avventura professionale “E’ una responsabilità importante che ho colto al volo. Aver la possibilità di lavorare con una società, che a detta di tutti viene rimarcata come una società solida, con ambizione, che ha voglia di fare, che ha voglia di investire, che ha investito e che ha voglia di fare calcio, credo sia un privilegio davvero per pochi, che poche in Italia e gli ultimi fatti lo testimoniano, possono vantare. Ho trovato grande entusiasmo, chiaramente è un momento di difficoltà sul campo perchè altrimenti non sarei stato interpellato e quindi credo che questi due signori affianco a me (Leonardi e Mignemi, ndr) abbiano una grandissima voglia che m’hanno trasmesso. Mi metto completamente a disposizione loro, sarebbe inutile che vi dico che darò il massimo. E’ scontato che debba avere professionalità, io lavoro sul campo, studio e cerco di dare il meglio di me stesso conoscendo i calciatori.
E’ chiaro che sto conoscendo i ragazzi, tanti li conosco e hanno un certo curriculum in categoria. Se si potrà migliorare la squadra, grazie anche alle mie indicazioni, sicuramente la società è pronta a farlo. Ho ancora 3 partite per valutare la rosa attuale, qualche giocatore che ha reso meno di quello preventivato ha la possibilità di mettersi in mostra, stimoli nuovi sia sotto il profilo dei concetti e dell’impegno che però non è mai mancato. Sta a me riuscire a trovare la chiave giusta per entrare in questi ragazzi. E’ il terzo anno che subentro, quando sono subentrato ho ottenuto buoni risultati sia come empatia che come risultati aldilà che a Melfi siamo retrocessi. Quando sono arrivato trovai una situazione disperata e ottenemmo comunque l’obiettivo di disputare i Playout.
E’ unica mia responsabilità ed è mia responsabilità tutto quello che avviene dentro il campo. Non cerco alibi, sono io il manico della squadra e il leader in primis. 
Chiaro che l’allenatore nuovo porta qualcosa in più, che la squadra ha voglia di rivalsa ma sono tutte frasi fatte e a me le frasi fatte non piacciono. E’ ovvio che reagiscano, se non lo fanno non possono giocare a calcio. Io sono molto autocritico verso me stesso. Pretendo tantissimo dai miei calciatori, devono lavorare tanto nell’ora e mezza di allenamento perchè siamo fortunati a fare questo lavoro. Questi ragazzi hanno potenzialità, le devono esprimere in qualsiasi maniera. Che sudino la maglia mi sembra scontato”. 

Un giudizio sulle prossime gare che completano il 2017 calcistico:” Son partite toste, si va a Reggio Calabria laddove anche la Reggina non sta vivendo un grande momento ma stiamo andando a casa loro. Entrambe le squadre stanno vivendo un momento difficile ma chiaro che loro hanno un percorso diverso, che stanno portando avanti una metodologia di gioco chiara e quindi non sarà una partita facile. Noi avremo modo di prepararla nel migliore dei modi e mi aspetto già tanto anche se lavoro da 2 giorni. C’è poco tempo, c’è una partita con il Siracusa che è un derby ma per i tifosi e per la gente. Per noi mette ugualmente 3 punti in palio. Potrebbe essere il Siracusa o il Sant’Arcangelo cosi come il Matera. Sono abituato a pensare partita per partita, mi piace lavorare in relazione alla squadra avversaria, non ho un modulo o un sistema di gioco prefissato, lavoro in base alle indicazioni che mi offre il campo e la situazione generale della squadra se è in grado di fare le cose che metabolizza in allenamento. Non aspettatevi un modulo predefinito perchè i calciatori sono evoluti se giocano in serie C. Si cerca ovviamente di non depotenziare e di metterli in condizioni ideali. Sanno anche loro che siamo davanti ad una finestra di mercato imminente e la situazione della società è quella di perfezionare la squadra. Questa è stata anche una volontà, la mia di raggiungere questa società anche perché so, di potere intervenire, se necessario

Prime sensazioni in bianconero:” Io mi pongo cosi negli allenamenti, il mio atteggiamento è questo. Lo era da calciatore, lo è oggi da allenatore anche se sono 2 ruoli completamente diversi. Sono ancora giovane, ho 39 anni ed è la mia terza esperienza in Lega Pro e mi sono innamorato del girone del Sud perchè vai in piazze importanti e ti fa sentire allenatore. Quando perderò questo vuol dire che me ne devo andare”.

Tattica E’ chiaro che questa squadra sia stata costruita per il 4-3-3. Credo di non inventare l’acqua calda, ci sono gli esterni, la punta, a Reggio mancherà Arcidiacono perchè squalificato, abbiamo qualche giocatore che deve rientrare da qualche infortunio. Credo ci sia la possibilità di poter variare la squadra dall’inizio e anche durante la partita. Ecco perchè parlo di calciatori evoluti, perchè dobbiamo saper giocare a 3 o 4, io ho il mio credo calcistico quando avrò la possibilità, con le indicazioni che offrirò alla società, di costruire la squadra. Quando subentro prendo quello che c’è. E l’allenatore deve essere bravo a capire le potenzialità della propria squadra e saper gestire la propria squadra con i calciatori a propria disposizione. Detto ciò, questa squadra ha le potenzialità per giocare con 2 attaccanti, 2 esterni e una punta, a 3 o 4. Punto a incuriosirli, chiaro che devo cambiare qualcosa rispetto al linguaggio che c’era prima perchè altrimenti non cambia nulla. Credo di avere un linguaggio vicino ai calciatori, perchè ho un’età dove loro possono esprimersi liberamente. Sono certo che gli sarò di grande aiuto”.  

2017-12-07T10:37:32+00:00